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Web Analytics: 5 tracciamenti da non perdere

By Giuseppe Lecis

Luglio 7, 2020

analisi web, Google Analytics, tracciamenti web

Scopri subito quali sono i 5 tracciamenti imprescindibili della Web Analytics.


Una consulenza di web marketing sarebbe senza dubbio il modo migliore per comprendere a fondo che cosa si intende con Web Analytics ma è il tuo giorno fortunato e voglio regalarti un’infarinatura sull’argomento proprio qui e proprio ora.

Immagina questa scena: un utente è lì che smanetta col suo smartphone ed entra nel tuo sito aziendale. Scrolla su e giù una tua pagina per qualche istante e poi… se ne va. Se ne va e basta. Non visita altre pagine, non clicca su alcun link e comprare uno dei tuoi prodotti o servizi non gli è passato nemmeno per l’anticamera del cervello.

Sai quante volte scene di questo tipo si verificano proprio sul tuo sito o blog aziendale? Probabilmente non lo immagini nemmeno, eppure converrai con me che non si tratta esattamente della situazione ideale. Il problema è che ogni volta che si verifica una cosa del genere, in pratica stai perdendo contatti, click, conversioni.

Insomma… Stai perdendo fatturato! E non è proprio una bella sensazione.

Sono più che sicuro che ti piacerebbe porre rimedio alla situazione attuale. Se la risposta è no, sentiti libero di tornare ai gattini su Facebook ;). Se se pensi di si, ottimo, perché vorrei darti proprio alcune dritte a riguardo.

Sono Giuseppe Lecis, consulente di web marketing, e voglio parlarti di Web Analytics e di quelli che sono i 5 tracciamenti da non perdere se vuoi vedere gente arrivare sul tuo sito e possibilmente mettere mano al portafogli… Iniziamo!

5 tracciamenti da fare per incollare la gente al tuo sito.

Anche il tracciamento dei dati più basilari relativi al tuo sito web ti darà un vantaggio competitivo rispetto a quelli del tuo settore che non se ne preoccupano affatto.

Se non tracci le tue metriche, come pensi di raggiungere un qualsiasi obiettivo attraverso i tuoi investimenti sul web?

Devi usare i 5 tracciamenti di cui sto per parlarti allo scopo di verificare ciò che funziona sul tuo sito e quello che invece dovresti migliorare. E quando dico che devi intento proprio: DEVI.

Andiamo subito a vedere i tracciamenti di cui ti voglio parlare.

1) Verifica il traffico generato con Google Analytics.

La metrica su cui molti si ossessionano è il traffico, ovvero il numero che esprime il totale di visite a un sito web.

Il traffico è un dato importante per misurare il successo di un sito, ed è incredibilmente facile da tracciare usando Google Analytics (un tool gratuito che traccia moltissimi dati del sito).

Conoscere le visite è una buona indicazione per capire se il sito è in crescita, stagnante o in declino. È utile anche per tracciare l’efficacia di alcune attività promozionali. Ad esempio, se si verifica un enorme picco di traffico dopo la pubblicazione di un post sui social o in caso di attività di guest post (quando pubblichi su un altro sito contenuti con link verso il tuo).

Tuttavia, se vedi il traffico colare a picco, questo ti dice che quello che stai facendo non sta funzionando: devi provare nuove strategie, perché altrimenti la tua attività online potrebbe fare la fine del Titanic.

Certo i dati sul traffico non dicono tutto, ma se sei alla ricerca di una rapida istantanea della salute generale del sito, è un buon punto di partenza.

Per capire perché il traffico non è così importante, torniamo un attimo alla scena di prima: chi entra e non compie l’azione che desideri conta come una visita, certo, ma in definitiva, cosa te ne fai? Meglio fare poche visite, ma di persone che hanno cercato proprio te e quindi, più interessate a quello che proponi.

Se vuoi avere maggiori informazioni su Google Analytics e capire meglio come può essere utile per il tuo business, leggi il mio approfondimento “Google Analytics: se hai un’Azienda non puoi farne a meno, qui ti dico perché“.

2) Individua quali sono le fonti di traffico del tuo sito web.

Ok, fai traffico, ma da dove proviene? Anche in questo caso, queste informazioni sono disponibili utilizzando uno strumento come Google Analytics.

Google Analytics suddivide le fonti di traffico in quattro grandi categorie:

  • Ricerca organica: traffico proveniente dai motori di ricerca
  • Referral: traffico da un altro sito web
  • Diretta: traffico digitando il tuo dominio nel browser
  • Social: traffico dai social media

Il traffico di ricerca organico ti darà un’idea di quanto il sito è ben posizionato nei motori di ricerca. Con circa 40.000 ricerche effettuate su Google in ogni momento, i motori di ricerca saranno sempre un’importante fonte di traffico, e questa metrica ti dirà quanto è efficace la tua strategia SEO.

Il traffico “referral” mostra quanti visitatori provengono da altri siti web. Se il sito viene regolarmente linkato da altri, questo non solo ti aiuterà a posizionarti meglio nei motori di ricerca, ma (ironia della sorte) ridurrà anche la tua dipendenza da altre fonti di traffico.

Il traffico diretto è il numero di persone che digitano il nome della tua azienda nel loro browser, come se tu mi cercassi scrivendo direttamente “Giuseppe Lecis” nella search bar per intenderci. Una buona percentuale di visite dirette è un buon indicatore di un fedele seguito. Dopo tutto, è ovvio che siano visitatori abituali ad avere più probabilità di cercarti direttamente.

Infine, il traffico “social” ti dirà quanti visitatori provengono dai social network. Più i vostri contenuti sono condivisibili e più i vostri post sui social media sono coinvolgenti, più traffico sociale riceverai.

3) Mai sentito parlare di Bounce Rate? (Non è un gioco del Sega Mega Drive)

E nemmeno della Play Station. Si tratta della percentuale di “rimbalzo”. Ti ricordi la scenetta descritta in apertura? Quello è il Bounce Rate, ovvero la misura di quanti utenti entrano nel tuo sito ed escono senza visitare alcuna altra pagina

Più bassa è la tua frequenza di rimbalzo, più visitatori ci sono in giro a godersi il tuo sito web, e (si spera) a convertirsi in clienti.

Le percentuali di rimbalzo differiscono a seconda del tipo di sito web: i blog differiscono dalle landing page, che sono diverse dai negozi di e-commerce. Bisogna anche applicare una certa logica alla situazione.

Questa metrica ti aiuta a capire se devi migliorare le tue pagine e il sito perché diventi davvero godibile per l’utente. Soprattutto ti serve a capire se riesci a indirizzare i visitatori nei percorsi di navigazione che vuoi tu, quelli che compongono il tuo “funnel di vendita” (quel percorso a forma di imbuto che nel marketing rappresenta la serie di azioni che portano alla vendita).

L’unico problema è che questo dato non ti dice direttamente perché se ne stanno andando: dovrai scavare un po’ più a fondo per scoprire questo. Tuttavia, le ragioni comuni per un’alta percentuale di rimbalzo in genere sono:

  • tempi di caricamento lenti
  • sito web rotto
  • cattiva prima impressione (scarsa estetica del sito)
  • mancato rispetto dell’intento di ricerca dell’utente

4) Scopri quali sono le pagine più performanti del tuo sito web.

Se visiti la sezione Comportamento di Google Analytics, potrai vedere le pagine con le migliori prestazioni in termini di volume di traffico. Analytics mostra il numero di pagine visualizzate e la percentuale di traffico rispetto a quelle nel resto del sito.

Sapere quali sono le pagine che ricevono più traffico è estremamente importante perché ti fornisce dati reali che mostrano a cosa risponde il tuo pubblico. Se sperimenti diversi tipi di contenuti, è qui che puoi iniziare ad analizzare ciò che funziona, e produrre più materiale che piace ai lettori.

I numeri del traffico non sono l’unico modo per determinare le vostre pagine “top”.

Potresti anche guardare al numero di interazioni sociali delle pagine come un indicatore di un articolo forte. Queste informazioni non sono disponibili in Google Analytics, ma molti strumenti di social media e plugin WordPress forniscono queste informazioni, tra cui Social Metrics Pro.

Quando si sa quale contenuto piace di più al proprio pubblico, il passo successivo è semplice: produrne di più!

5) Il tasso di Conversione è il tuo obiettivo finale: se non vendi non fai soldi.

Eccoci a una metrica da acquolina in bocca… Il tasso di conversione, ovvero quanti contatti si trasformano in clienti che effettivamente acquistano il prodotto/servizio.

Probabilmente è il dato più importante di tutti, poiché può avere un impatto significativo sulla redditività del tuo sito. Facciamo un esempio: se riesci ad aumentare il tasso di conversione dall’1% al 2%, i profitti raddoppiano.

Conoscere quanto incassi in totale è importante, ma è il tasso di conversione che ti dice quanto bene incoraggi il tuo traffico a compiere l’azione desiderata.

Il tuo tasso di conversione è facile da calcolare: Visitatori unici / Conversioni. Puoi anche tenere traccia di come il vostro tasso di conversione cambia nel tempo utilizzando Google Analytics.

Traccia e costruisci il tuo successo sul web.

In questo articolo ti ho spiegato quali sono i 5 dati sul tuo sito che non puoi fare a meno di tracciare. Ottimizzando ciascuno di questi parametri è matematico che puoi raggiungere risultati migliori online.

Certo, come hai visto se già ottenere i dati può essere complesso, saperli interpretare per metterli al servizio del marketing è la parte davvero difficile.

Capisco che per te lavorare su una simile mole di tracciamenti potrebbe portare molto tempo e fatica. Se pensi che sia così, sappi che io mi occupo di questo da anni e devo dire che provo un gusto perverso nell’analizzare siti e studiare strategie di web marketing per studiarne le metriche.

Se vuoi qualcuno che si prenda la bega di sviscerare i dati, dunque, non pensarci due volte e contattami per una consulenza di web marketing!

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